Non essere boomer: come comunicare con Genz e GenAlpha?

Perché è così difficile comunicare con la Generazione Z e Alpha (senza sembrare un boomer)?

Parliamoci chiaro: catturare l’attenzione della Generazione Z e della Generazione Alpha è una vera impresa. Più difficile che spiegare ai tuoi genitori come funziona TikTok. Ma perché questi giovani sembrano così… alieni? Non è colpa loro, ma del mondo e del marketing che continua a sbagliare tutto.

Esploriamo le radici del problema, smascheriamo i flop degli esperti di marketing e vediamo come parlare con loro senza sembrare dei vecchi zii (quelli che fanno battutine sulle “moderne tecnologie”).

Psicografica di Gen Z e Gen Alpha: a che pianeta appartengono?

Generazione Z (1997-2012): gli attivisti digitali

La Generazione Z è cresciuta in un mondo di crisi continue: sociale, economica, ambientale. Sono bombardati di informazioni, ma non sono passivi: preferiscono prendere posizione. Sono la generazione del cambiamento, dell’identità fluida e della consapevolezza globale.

Cosa li guida:

  • Valori, non chiacchiere. Odiano il marketing superficiale o palesemente manipolativo. Vogliono cause, autenticità e inclusione. Se non ci credi, guarda il fenomeno di Patagonia o Ben & Jerry’s.
  • Contenuti mordi e fuggi. Massima attenzione per 8 secondi, poi pace. Punta alla sostanza, ma con uno storytelling rapido e accattivante.
  • Community Power. Amano i marchi che li fanno sentire parte di qualcosa di più grande.

Generazione Alpha (2013-in avanti): i nativi dell’intelligenza artificiale

Sai perché sembrano così avanti? Perché per loro internet non è uno strumento, è l’aria che respirano. Gli Alpha sono i figli dell’entertainment 24/7, della creatività infinita e degli algoritmi fatti su misura per loro.

Cosa li guida:

  • Esperienze immersive. Realtà aumentata, gaming, video interattivi… vogliono vivere il brand, non limitarsi a guardarlo.
  • Cultura visiva. Testi lunghi? No grazie. Emozioniamoli con immagini, meme, emoji e video di 10 secondi, o siamo fuori.
  • Ispirazione e autenticità. Ampliamo la loro immaginazione con idee fresche, ma senza dimenticare che persino un undicenne sa riconoscere una finta pubblicità a chilometri di distanza.

I FLOP DEGLI “ESPERTI DI MARKETING”: ERRORI DA EVITARE

Se lavorare con la Gen Z e l’Alpha ti fa sentire come se stessi risolvendo un cubo di Rubik bendato, tranquillo: è normale. Ecco dove (e come) sbagliamo.

1. Fingere di essere “cool”

Niente è più cringe di una marca che usa slang giovanile fuori contesto (spoiler1: “cringe” è la parola che usano per definire proprio noi; spoiler2: usare il termine “cringe”, è a sua volta cringe). Parole come “bro”, “slay” o “fire” funzionano se, e solo se, fanno parte del linguaggio naturale del tuo pubblico. Forzare? Risultato: meme su di te, e non in senso buono.

Come evitarlo:
Lavora con creator che appartengono davvero a quelle generazioni. Loro sanno come parlare ai propri coetanei senza sembrare… disadattati.


2. Essere autoreferenziali

Quanti post cominciano con “Noi di [Brand Name], eccoci qui!”, come se qualcuno fosse interessato. Spoiler: non lo sono. Gen Z e Alpha vogliono capire “e io che ci guadagno?”

Come evitarlo:
Porta valore, sempre. Intrattienili con un meme (ma non farli tanto per farli); educali con un consiglio pratico; ispirali parlandogli di temi che contano. E soprattutto: fallo dal loro punto di vista.


3. Snobbare le loro piattaforme

Fare pubblicità solo su Facebook per attirare la Generazione Z? È un po’ come vendere lettori DVD nel 2023. Ti ignorano proprio.

Come evitarlo:

  • Gen Z = TikTok, Instagram, YouTube, Twitch… (con una spruzzata di Reddit e Discord quando serve).
  • Gen Alpha = TikTok, Roblox, Minecraft, YouTube Kids.

Investi dove LORO passano il tempo. È semplice: seguili sulle loro home digitali, non aspettarti che siano loro a trovarti.


4. Evitare argomenti “scomodi”

Molti marketer si irrigidiscono quando il brand deve prendere posizione. Ma Gen Z vuole marcare confini chiari: che ruolo hai nella salvaguardia del pianeta? Sostieni i diritti LGBTQ+ o i movimenti sociali? Se non dici niente, hai già perso. Litigare sui social è meglio di essere ignorati.

Come evitarlo:
Mostra i tuoi valori, concretamente. Non limitarti a un post generico, ma metti in evidenza campagne reali di impatto. Questo pubblico sente puzza di greenwashing da un chilometro.


5. Non investire in storytelling visivo

Un volantino digitale pieno di testo? Non ci siamo proprio. La Generazione Alpha esige un cocktail visivo esplosivo, pieno di ritmo, energia e creatività.

Come evitarlo:
Crea contenuti che sembrino usciti direttamente dal loro feed. Pensa a storie verticali, grafiche super dinamiche, musica di tendenza. E magari lavoraci con un creator, perché loro sanno già cosa funziona.


E ALLORA, CHE SI FA?

Usa i loro codici, nei loro contesti, senza snaturarti. Questi giovani non vogliono “aziende” anonime, ma alleati che parlino il loro linguaggio, affrontino i loro problemi e li accompagnino dove vogliono essere.

  • Parla meno, dimostra di più.
  • Ascoltali davvero.
  • Diventa parte della loro cultura, senza sembrare l’intruso.

E ricordati: se sembri un boomer affamato di like, scappano. Se invece capisci che comunicare con loro non vuol dire solo “vendergli roba”, ma connetterti, avrai la loro fiducia. E magari, il loro carrello pieno.

Conclusione? Less chiacchiere, more azione. 🚀

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