Spoiler: tante. Ogni caratteristica di queste due professioni, o meglio, di queste due figure professionali è diversa alla radice.
Se dovessimo rassiumere in un diagramma di Venn, i punti in comune si riassumerebbero in questo piccolo spazio giallo:

Ho partecipato di recente a un presentazione del nuovo di libro di Diego Fontana (#Dalla penna al prompt) sulle nuove sfide del copywriting nell’era dell’Intelligenza Artificiale e, in quell’occasione, si è molto discusso di questo aspetto.
L’economia dei creator è ormai diventata un punto cardine dei piani di marketing di aziende ed agenzie, ma spesso la loro figura creativa (aggettivo) viene confusa con quella professionale del Creativo (sostantivo) con l’accezione del termine che risale dagli anni ’50 in poi.
Un Creativo inteso come un professionista
La professione del Creativo è un po’ particolare già a partire dal termine che lo definisce. Perché si tratta di un aggettivo che è diventato, nei decenni, un sostantivo. Avete mai visto la serie MadMen? Ecco.

Direttore artistico o Direttore creativo sono quelle figure che, nell’azienda/agenzia, spesso pubblicitaria o editoriale, combinano l’esigenza comunicativa con l’assetto visivo, concettuale e artistico impiegati per veicolare un messaggio.
Si tratta di quella figura che ha la visione d’insieme. Il Creativo è un professionista con una visione olistica della comunicazione. Le sue responsabilità includono:
- Pensiero Innovativo: Generazione di idee originali per coinvolgere il pubblico.
- Strategia di Branding: Sviluppo di identità di marca coerenti.
- Campagne Multicanale: Creazione di messaggi adattati a diversi media.
Creator: personal branding, community, identità digitale
Negli ultimi dieci anni, con la crescita dei social, è nata una nuova figura: il Creator. Ne ho già parlato qualche tempo fa spiegando la differenza tra Creator e Influencer.
Il Creator è il protagonista delle piattaforme digitali: genera un flusso continuo di contenuti (video, Reel, Stories, podcast, newsletter) modellati sul proprio tone of voice, sul proprio stile di vita e sul dialogo diretto con la community.

Il Creator produce contenuti originali su piattaforme digitali, spesso basandosi sulla propria personalità e stile. Le sue caratteristiche principali sono:
- Autenticità: Contenuti che riflettono la propria voce unica.
- Engagement Diretto: Interazione continua con la community.
- Specializzazione di Piattaforma: Padronanza di specifici canali digitali.
Differenze e convergenze tra creativo e creator
Quali sono le differenze chiave tra Creativo e Creator?
| Aspetto | Creativo | Creator |
|---|---|---|
| Obiettivo | Sviluppare strategie di comunicazione per brand o progetti. | Creare contenuti personali per costruire e coinvolgere una community. |
| Processo | Basato su brief strategici e collaborazione con team multidisciplinari. | Autonomo, con focus sulla propria narrazione e stile. |
| Output | Campagne integrate su vari media. | Contenuti seriali su piattaforme specifiche. |
Per aziende, agenzie e brand, capire se serve un Creativo o un Creator, o entrambe le figure, fa la differenza nella progettazione di campagne, contenuti e strategie di coinvolgimento.
- Un Creativo serve se vuoi cambiare la percezione del brand, lanciare una grande campagna, trovare una narrativa coerente tra mezzi diversi;
- Un Creator è fondamentale per creare engagement giorno per giorno, per far vivere il brand all’interno di community specifiche, su canali dove la relazione conta più della pubblicità tradizionale.

Tuttavia, con l’evoluzione digitale, e soprattutto grazie a signori come Sam Altman (founder di OpenAI) qui sopra in foto, i confini tra Creativo e Creator si stanno sfumando.
- Adattabilità: I Creativi stanno adottando approcci più personali, mentre i Creator sviluppano competenze strategiche.
- Uso dell’IA: Entrambi utilizzano strumenti di IA per ottimizzare la produzione e personalizzazione dei contenuti.
L’Impatto dell’Intelligenza Artificiale
L’IA sta rivoluzionando la produzione di contenuti. L’intelligenza artificiale promette di democratizzare la creatività: oggi con pochi prompt testuali chiunque può generare video, immagini, naming.
Questo scenario porterà a una sovrapposizione?

Alcune previsioni:
- Nasceranno – e alcune sono già nate – nuove ibridazioni (Content Designer, AI Content Specialist, Creator Strategist) che uniscono visione, tecnica e community. Ne avevo già parlato qualche tempo fa, in merito alle nuove professioni che nasceranno con l’AI.
- I Creativi che integreranno AI e mindset da Creator potranno offrire ai brand progetti sempre più “multipiattaforma” e customizzati.
- I Creator che investiranno su una visione strategica, oltre il trend del momento, avranno occasioni di crescita e rilevanza nel medio-lungo termine.
Ad esempio, questo articolo è stato redatto a quattro mani con l’AI. Tutto è partito dal mio input che è stato dato in pasto generando diversi risultati. Ho creato contenuto io o l’ha creato l’AI?
La risposta è semplice. Io, col supporto dell’AI in quanto strumento. E lo puoi usare anche tu per snellire alcuni processi con:
- Automazione: Strumenti che generano testi, immagini e video.
- Personalizzazione: Contenuti su misura per target specifici.
- Efficienza: Riduzione dei tempi di produzione e aumento della creatività.
Cosa succederà fra 3, 5 o 10 anni?

Forse la distanza tra Creativo e Creator si assottiglierà, o forse nasceranno nuove figure ibride che oggi non sappiamo nemmeno immaginare. Di certo, le professioni della comunicazione dovranno sempre più imparare l’una dall’altra – integrando strategia, visione e autenticità.
Siamo di fronte a una rivoluzione ancora in atto. Tra 3, 5, 10 anni, i confini tra Creativo e Creator saranno sempre meno netti e la collaborazione tra queste due figure sarà la chiave per generare contenuti di valore, autentici e rilevanti.
E tu? Stai usando l’AI per dare il boost creativo ai tuoi contenuti? Se non sai da dove iniziare, parliamone in una rapidissima call di 30 minuti che puoi fissare cliccando qui.
